GIOIOSO AVVENTO!

Volantino NE                                                    Volantino CNT

  COMUNIONE... NON TEMERE...
 

 

Non possiamo renderci felici da soli. La felicità è una realtà della comunione.
(padre M. I. Rupnik)

 Se amo Dio, amo ciò che lui è:
vita, compassione, perdono, bellezza; ogni briciola di pane buono, un atto di coraggio,

un abbraccio rassicurante, un'intuizione illuminante, un angolo di armonia.
(p. Ermes Ronchi)

 

La Parola

III domenica di Avvento

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».  [...] (dal Vangelo secondo Luca 3, 10-18)

 

PER LA RIFLESSIONE

 «Esulterà, si rallegrerà, griderà di gioia per te, come nei giorni di festa». Sofonia racconta un Dio che esulta, che salta di gioia, che grida: «Griderà di gioia per te», un Dio che non lancia avvertimenti, oracoli di lamento o di rimprovero, come troppo spesso si è predicato nelle chiese; che non concede grazia e perdono, ma fa di più: sconfina in un grido e una danza di gioia. E mi cattura dentro. E grida a me: tu mi fai felice! Tu uomo, tu donna, sei la mia festa.
Mai nella Bibbia Dio aveva gridato. Aveva parlato, sussurrato, tuonato, aveva la voce interiore dei sogni; solo qui, solo per amore, Dio grida. Non per minacciare, ma per amare di più. Il profeta intona il canto dell'amore felice, amore danzante che solo rende nuova la vita: «Ti rinnoverà con il suo amore». 
Il Signore ha messo la sua gioia nelle mie, nelle nostre mani. Impensato, inaudito: nessuno prima del piccolo profeta Sofonia aveva intuito la danza dei cieli, aveva messo in bocca a Dio parole così audaci: tu sei la mia gioia. 
Proprio io? Io che pensavo di essere una palla al piede per il Regno di Dio, un freno, una preoccupazione. Invece il Signore mi lancia l'invito a un intreccio gioioso di passi e di parole come vita nuova. Il profeta disegna il volto di un Dio felice, Gesù ne racconterà il contagio di gioia (perché la mia gioia sia in voi, Giovanni 15,11).
Il Battista invece è chiamato a risposte che sanno di mani e di fatica: «E noi che cosa dobbiamo fare?». Il profeta che non possiede nemmeno una veste degna di questo nome, risponde: «Chi ha due vestiti ne dia uno a chi non ce l'ha». Colui che si nutre del nulla che offre il deserto, cavallette e miele selvatico, risponde: «Chi ha da mangiare ne dia a chi non ne ha». E appare il verbo che fonda il mondo nuovo, il verbo ricostruttore di futuro, il verbo dare: chi ha, dia! 
Nel Vangelo sempre il verbo amare si traduce con il verbo dare. La conversione inizia concretamente con il dare. Ci è stato insegnato che la sicurezza consiste nell'accumulo, che felicità è comprare un'altra tunica oltre alle due, alle molte che già possediamo, Giovanni invece getta nel meccanismo del nostro mondo, per incepparlo, questo verbo forte: date, donate. È la legge della vita: per stare bene l'uomo deve dare. 
Vengono pubblicani e soldati: e noi che cosa faremo? Semplicemente la giustizia: non prendete, non estorcete, non fate violenza, siate giusti. Restiamo umani, e riprendiamo a tessere il mondo del pane condiviso, della tunica data, di una storia che germogli giustizia. Restiamo profeti, per quanto piccoli, e riprendiamo a raccontare di un Dio che danza attorno ad ogni creatura, dicendo: tu mi fai felice. .(p. Ermes Ronchi)

Continua la lettura e la meditazione alla pagina LA PAROLA - ANNO C

 

         Letture... per te              

 Fratel MichaelDavide,
Fratelli e sorelle in umanità
EDB

Recensione=Riflessione
Questa equazione mi ha aperto un mondo: prima di iniziare a scrivere vuol dire quindi che devo riflettere su chi e come si è "fratelli e sorelle in umanità".
Prima riflessione. Se Lui ci ha creato a immagine e somiglianza significa che in ognuno di noi c'è Dio - che scoperta! -. Allora uno degli spunti più belli che ho trovato in questo scritto è "Attraversa l'uomo e troverai Dio" di Sant'Agostino.
Le varie citazioni - non sempre immediate - presenti nel testo, lo rendono apparentemente per addetti ai lavori... ma bisogna coglierne la sua semplicità nella ricerca spirituale di tanti credenti in Cristo che avviene soprattutto attraverso uno sguardo su se stessi e partendo dalla premessa che tramite l'autoconoscenza e l'accoglienza dell'altro - fratello in umanità - si possa giungere alla conoscenza di Dio.
Uno spunto che ho trovato molto significativo è quello dell'icona di Rublev, dove la Trinità non è un cerchio chiuso ma lascia un quarto spazio all'osservatore esterno e lo invita al convivio - non osservandolo -.

In comunione

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