Volantino NE                                                    Volantino CNT

  COMUNIONE... NON TEMERE...
 

 

Ciò che dobbiamo compiere, nella grazia dello Spirito, sono i gesti più forti della morte,
tali da intessere in modo duraturo la nostra 
comunione con Gesù.

(Fra Luca Fallica)

Non abbiate paura di essere santi.
(Papa Francesco)

 

La Parola

 XV domenica del T.O.

 15 luglio 2018

 

  ...In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì....  (dal Vangelo secondo Marco 6, 7-13

PER LA RIFLESSIONE

Prese a mandarli a due a due. Ogni volta che Dio ti chiama, ti mette in viaggio. Viene ad alzarti dalla tua vita installata, accende obiettivi nuovi, apre sentieri.

A due a due e non ad uno ad uno. Il primo annuncio che i Dodici portano è senza parole, è l'andare insieme, l'uno al fianco dell'altro, unendo le forze.

Ordinò loro di non prendere nient'altro che un bastone. Solo un bastone a sorreggere il passo e un amico a sorreggere il cuore. Un bastone per appoggiarvi la stanchezza, un amico per appoggiarvi il bisogno di comunione.

Partono senza nulla di superfluo, anzi senza neppure il necessario. Decisivi non sono i mezzi, decisive non solo le cose, ma la fede che «solo l'amore crea» (san Massimiliano Kolbe). Come se Gesù dicesse ai suoi: Voi vivrete di fiducia: fiducia in Dio, che non farà mancare nulla, e fiducia negli uomini, che apriranno le loro case. «Bagaglio leggero impone il viaggio e cuore fiducioso. Domani non so se qualcuno aprirà la porta ma confido nel tesoro d'amore disseminato per strade e città, mani e sorrisi che aprono case e ristorano cuori...» (M. Marcolini).
Gesù ci vuole tutti nomadi d'amore: gente che non confida nel conto in banca o nel mattone ma nel tesoro disseminato in tutti i paesi e città: mani e sorrisi che aprono porte e ristorano cuori. La leggerezza del nomade è la sua ricchezza, lo porta verso gli altri e gli permette di riceverne i doni, di essere accolto come ospite. Mi provoca, mi mette con le spalle al muro la povertà di mezzi degli inviati. Vanno bene i pescatori del lago di Galilea, va bene anche un bovaro come il profeta Amos. E nessuno di noi ha meno di loro. Nessuno può dire io sono troppo piccolo per poter diventare testimone del Vangelo, troppo povero, non ho mezzi o cultura. E allora vado bene anch'io, perché il discepolo annuncia con la sua vita: il mio segreto non è in me, è oltre me, oltre le cose. La forza della Chiesa, oggi come allora, non sta nei numeri o nelle risorse o nei mass media, ma risiede nel cuore del discepolo: «L'annunciatore deve essere infinitamente piccolo, solo così l'annuncio sarà infinitamente grande» (G. Vannucci). Sorprende che Gesù insista più sulle modalità dell'annuncio, che non sui contenuti di esso. E proclamarono che la gente si convertisse, ungevano con olio molti infermi e li guarivano. La conversione: vedere il mondo in altra luce, salpare verso cieli nuovi e terre nuove, una nuova architettura del mondo e di rapporti umani.

Che è già iniziata. Le loro mani sui malati annunciano appunto che Dio è già qui. È vicino a te con amore. È qui e guarisce la vita.  
(p. Ermes Ronchi)

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         Letture... per te              

 Fratel MichaelDavide,
Fratelli e sorelle in umanità
EDB

Recensione=Riflessione
Questa equazione mi ha aperto un mondo: prima di iniziare a scrivere vuol dire quindi che devo riflettere su chi e come si è "fratelli e sorelle in umanità".
Prima riflessione. Se Lui ci ha creato a immagine e somiglianza significa che in ognuno di noi c'è Dio - che scoperta! -. Allora uno degli spunti più belli che ho trovato in questo scritto è "Attraversa l'uomo e troverai Dio" di Sant'Agostino.
Le varie citazioni - non sempre immediate - presenti nel testo, lo rendono apparentemente per addetti ai lavori... ma bisogna coglierne la sua semplicità nella ricerca spirituale di tanti credenti in Cristo che avviene soprattutto attraverso uno sguardo su se stessi e partendo dalla premessa che tramite l'autoconoscenza e l'accoglienza dell'altro - fratello in umanità - si possa giungere alla conoscenza di Dio.
Uno spunto che ho trovato molto significativo è quello dell'icona di Rublev, dove la Trinità non è un cerchio chiuso ma lascia un quarto spazio all'osservatore esterno e lo invita al convivio - non osservandolo -.

In comunione

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